Kirjailija
Giovanni Verga
Kirjat ja teokset yhdessä paikassa: 168 kirjaa, julkaisuja vuosilta 1984–2026, suosituimpiin kuuluu Di là del mare. Vertaile teosten hintoja ja tarkista saatavuus suomalaisista kirjakaupoista.
168 kirjaa
Kirjojen julkaisuvuodet: 1984–2026.
I Malavoglia is one of the great landmarks of Italian Literature. It is so rich in character, emotion and texture that it lives forever in the imagination of all who read it. What Verga called in his preface a 'sincere and dispassionate study of society' is an epic struggle against poverty and the elements by the fishermen of Aci Trezza, told in an expressive language based on their own dialect. 'This is a tragic tale of poverty, honour and survival in a society where the weak go to the wall unmourned.it is a powerful story.' The Sunday Times
Il romanzo narra la storia di una famiglia di pescatori che vive e lavora ad Aci Trezza, un piccolo paese siciliano nei pressi di Catania. Il romanzo ha un'impostazione corale, e rappresenta personaggi uniti dalla stessa cultura ma divisi dalle loro diverse scelte di vita, soverchiate comunque da un destino ineluttabile. Lo scrittore adotta la tecnica dell'impersonalit , riproducendo alcune caratteristiche del dialetto e adattandosi quanto pi possibile al punto di vista dei differenti personaggi, rinunciando cos all'abituale mediazione del narratore. L'opera va inserita nel Ciclo dei vinti, insieme a Mastro-don Gesualdo e a La Duchessa de Leyra, opere che affrontano il tema del progresso, visto dal punto di vista degli "sconfitti" di ogni strato sociale. La Duchessa de Leyra rimase solo abbozzato, mentre altri due romanzi previsti nel Ciclo (L'Onorevole Scipioni e L'uomo di lusso) non vennero neppure iniziati.
Mastro Don Gesualdo, pubblicato nel 1889, uno tra i pi conosciuti romanzi di Giovanni Verga. Narra la vicenda dell'omonimo protagonista, ed ambientato a Vizzini, in Sicilia, nella prima met dell'Ottocento in periodo risorgimentale. L'operazione linguistica condotta dallo scrittore risulta in questo romanzo particolarmente complessa, a causa dell'eterogeneit delle classi sociali rappresentate, ognuna portatrice di un lessico proprio. Mastro Don Gesualdo usc a puntate sulla Nuova Antologia dal 1 luglio al 16 dicembre 1888, e poi in volume presso l'editore Treves, nel 1889, ma datato 1890. Secondo romanzo del "ciclo dei Vinti", questo il frutto di un lungo lavoro preparatorio proseguito incessantemente per nove anni. I primi abbozzi risalgono al 1881-1882, subito dopo la pubblicazione de I Malavoglia.
Liberta'
Giovanni Verga; Pierangelo Filigheddu
Createspace Independent Publishing Platform
2014
pokkari
Adattamento teatrale in atto unico della novella di Giovanni Verga Libert (1882), da Novelle Rusticane. Rappresentata per la prima volta a Kor a, Albania, il 24 Ottobre 2008 al Teatro Comunale Andon Zako ajupi.
Toute l'oeuvre de Giovanni Verga, le plus grand veriste italien, est centree sur les vinti dalla vita ( les vaincus de la vie ). Dans les nouvelles ici rassemblees il s'est attache a peindre le courage viril avec lequel les humbles affrontent la vie. Avec un realisme saisissant il nous montre l'attachement au lieu de naissance, aux anciennes coutumes, la resignation a la durete d'une vie parfois inhumaine, la conscience que cette societe fermee ou evoluent ses personnages, hauts en couleurs, est la seule defense contre les nouveautes venues de l'exterieur. Ses personnages manifestent leur fidelite a des sentiments simples et a des valeurs ancestrales. Pour Verga ceux qui acceptent leur propre destin dans une resignation consciente possedent la sagesse et la moralite. C'est toute la Sicile, apre et rude de la fin du xixe siecle qu'il fait ainsi revivre pour ses lecteurs. Quiconque va en Sicile devrait avoir lu quelques pages de Verga. Quiconque a lu Verga devrait aller en Sicile. Georges Haldas Giovanni Verga (Catane 1840-1922) est sans doute l'ecrivain italien le plus considerable de son temps. Tot influence par le naturalisme francais, les livres de Flaubert d'abord, mais aussi de Zola et de Maupassant, exercerent sur lui une influence determinante. Il quitte sa ville natale en 1869 pour Florence et s'installe a Milan en 1872 ou il met en chantier un long cycle romanesque dont seuls Les Malavogli (adapte a l'ecran par Visconti sous le titre La terre tremble) et Don maestro Gesualdo verront le jour. On lui doit parallelement un grand nombre de recueils de nouvelles dont la quintessence est ici rassemblee. Verga est retourne vivre dans sa chere Sicile en 1893 pour s'y eteindre un quart de siecle plus tard.
Storia di una capinera un romanzo epistolare di Giovanni Verga. Fu scritto tra il giugno e il luglio 1869, durante il soggiorno dello scrittore a Firenze. Il 25 novembre 1869, tornato temporaneamente a Catania, Verga spedisce il romanzo a Francesco Dall'Ongaro, il quale ne rimase soddisfatto al punto da riuscire a farlo pubblicare dall'editore Lampugnani nella sua sede di Milano. 1] Al 1871 risale, perci , la prima pubblicazione ufficiale del romanzo, apparso dapprima all'interno della rivista di moda La ricamatrice e poi in volume. In realt , per , il romanzo era stato gi pubblicato nel 1870 a puntate su un'altra rivista del Lampugnani, ovvero il Corriere delle dame (anno LXVIII, dal numero 20 del 16 maggio 1870 al numero 34 del 22 agosto 1870), semplicemente con il titolo La capinera. La prima edizione del volume conteneva come prefazione la lettera con cui Dall'Ongaro aveva accompagnato l'invio dell'opera alla scrittrice Caterina Percoto, anche lei ferma sostenitrice del romanzo. Il romanzo in parte autobiografico: prende spunto, infatti, da una vicenda vissuta in prima persona da Giovanni Verga in et giovanile. L'episodio risale all'estate 1854-1855 quando, in seguito all'epidemia di colera che si era scatenata su Catania, la famiglia Verga si rifugia a Tebidi, una localit tra Vizzini e Licodia. Verga, all'epoca quindicenne, si innamora di Rosalia, giovane educanda del monastero di San Sebastiano (Vizzini), dove monaca anche sua zia Secondo un'indagine svolta agli inizi del XX secolo dalla Societ Bibliografica italiana, Storia di una capinera ebbe un tale successo di pubblico da vendere circa ventimila copie in poco pi di vent'anni.
Mastro-don Gesualdo uno tra i pi conosciuti romanzi di Giovanni Verga, pubblicato nel 1889. Narra la vicenda dell'omonimo protagonista, ed ambientato a Vizzini, in Sicilia, nella prima met dell'Ottocento in periodo risorgimentale. Secondo romanzo del ciclo dei vinti, il frutto di un lungo lavoro preparatorio proseguito incessantemente per nove anni. I primi abbozzi risalgono al 1881-1882, subito dopo la pubblicazione de I Malavoglia. Mastro-don Gesualdo usc a puntate sulla Nuova Antologia dal 1 luglio al 16 dicembre 1888, e poi in volume presso l'editore Treves, nel 1889, ma datato 1890. A differenza dei Malavoglia, Mastro-don Gesualdo fu accolto positivamente. L'operazione linguistica condotta dallo scrittore risulta in questo romanzo particolarmente complessa, a causa dell'eterogeneit delle classi sociali rappresentate, ognuna portatrice di un lessico proprio. L'elaborazione dell'opera stata ricostruita filologicamente da Carla Riccardi, curatrice anche dell'Edizione Nazionale delle Opere di Giovanni Verga. La filologa ha accolto come definitivo il testo cos come appare nel manoscritto inviato in tipografia, e lo ha corredato di un ricco apparato genetico nel quale sono per anche presenti alcune varianti evolutive.
Una peccatrice un romanzo di Giovanni Verga pubblicato nel 1865. Pietro Brusio, un giovane di Catania, studente di legge e con passioni letterarie, si innamora perdutamente di una donna incontrata casualmente durante una passeggiata ai giardini pubblici della citt . La donna si chiama Narcisa Valderi ed la moglie del conte di Prato. Lei, per , non sembra accettare la corte assidua del giovane che, desideroso di riscattarsi, compone in breve tempo un dramma, il Gilberto, che lo rende subito celebre. Grazie alla notoriet ottenuta riesce a conquistare la donna, ora innamorata persa di lui. Ma dopo un periodo assai breve di grande felicit ed esaltazione Narcisa, resasi conto che il giovane inizia a stancarsi del suo ossessivo e sfrenato amore, decide di suicidarsi: si avvelena e muore in una villa di Acicastello dopo aver ascoltato un valzer (Il Bacio di Luigi Arditi) stretta al corpo di Pietro. Quest'ultimo, scioccato dal gesto estremo della donna, trascorrer mediocremente il resto dei suoi giorni al suo paese natale scrivendo qualche verso per gli onomastici dei suoi parenti: Le splendide promesse del suo ingegno, che l'amore di un giorno aveva elevato sino al genio della sua anima fervente, erano cadute con quest'amore istesso. Pietro Brusio meno di una mediocrit , che strascina la vita nel suo paese natale rimando qualche sterile verso per gli onomastici dei suoi parenti, e dissipando il pi allegramente possibile lo scarso suo patrimonio. Misteri del cuore .
Tigre reale un romanzo in diciannove capitoli di Giovanni Verga, pubblicato per la prima volta dall'editore Brigola a Milano nel 1875. Giorgio La Ferlita, un giovane di carattere debole e volubile intento a costruirsi una carriera da ambasciatore, conosce a Firenze, durante un ballo a Pitti, Nata, una contessa russa malata di tubercolosi e ospite a Firenze per consiglio dei medici russi che la invitavano a prendere aria salubre mediterranea, e ne rimane attratto. Il giorno stesso in cui la conobbe, per via di un gesto apparentemente sciocco (egli fu invitato al ballo in sostituzione di un famoso spadaccino), accett e vinse un duello. I due iniziano a frequentarsi con assiduit mantenendo per la loro relazione entro i limiti di una intensa amicizia. Nata non volle mai sbilanciarsi troppo con Giorgio per via di una forte delusione precedente, causa tra l'altro della tubercolosi che l'aveva fatta ammalare, che vide il suicidio dell'amante. La storia viene interrotta dall'annuncio della partenza di Giorgio per Lisbona e dall'arrivo del marito di Nata che la raggiunge per riportarla a casa. Nata scrive a Giorgio una lettera e gli promette che quando sentir la morte vicina verr a morire presso di lui e che nel frattempo vivr nel suo amore. Trascorso un po' di tempo Giorgio si sposa con Erminia e durante la festa per celebrare la nascita del suo primo figlio viene a sapere dal dottor Rendona che Nata sua ospite ai Bagni di Acireale e che i suoi giorni sono ormai contati, aggiungendo che tale sua paziente andr ad assistere ad una rappresentazione straordinaria al Teatro Comunale, nonostante le sue gravi condizioni di salute. Giorgio, senza che la moglie ne sia a conoscenza, riprende a frequentare la contessa malata ma nel frattempo arriva Carlo, un cugino di Erminia, che un tempo era innamorato della donna e ne era ricambiato e i due rimangono nuovamente attratti l'un verso l'altro. Giorgio intanto continua ad assentarsi per andare a trovare la contessa e Carlo rimane molto vicino a Erminia che in lui trova conforto. Ma una notte il bambino di Giorgio ed Erminia rischia di morire e Carlo, mentre Giorgio da Nata, conforta la cugina. Quando Giorgio fa rientro a casa, si rende conto che la situazione del figlio stava diventando grave e decide di non allontanarsi pi n dalla moglie n dal piccolo. Giorgio vivr questo ritorno nel senso di colpa e di rimorso nei confronti della moglie, ai suoi occhi pura e immeritevole del torto di un amore extraconiugale. Erminia prega Carlo di partire e dal dispiacere si ammala. Il medico di famiglia, il medesimo dottor Rendona, consigliava pi volte il ricorso all'aria libera per far riprendere Erminia, suggerendo la tenuta di Giarre. Tuttavia Giorgio, per evitare in ogni modo qualsiasi possibile rimpianto di Nata visto che la strada per Giarre passa da Acireale, trovava mille scuse per evitare il viaggio. Una notte la donna, in preda ai deliri, confessa al marito di aver amato Carlo; Giorgio sentir ancora pi rispetto nei confronti della moglie per aver confessato prima di lui, il quale in lacrime la abbraccia. Al sentire e vedere le lacrime del marito la donna dice di sentirsi meglio. La crisi di Erminia passa e Giorgio, riunito alla sua famiglia e sereno, accetta di affrontare un viaggio a Giarre, per chiudere definitivamente col passato. Tuttavia alla stazione di Acireale il treno tarda a ripartire e l'uomo si sente crescer l'imbarazzo finch non si rende conto che sono fermi per via di una processione funebre che sta occupando un altro treno a loro parallelo, costituito da due sole carrozze: il trasporto funebre di Nata che il marito riporta in patria.
Tigre reale un romanzo in diciannove capitoli di Giovanni Verga, pubblicato per la prima volta dall'editore Brigola a Milano nel 1875. Giorgio La Ferlita, un giovane di carattere debole e volubile intento a costruirsi una carriera da ambasciatore, conosce a Firenze, durante un ballo a Pitti, Nata, una contessa russa malata di tubercolosi e ospite a Firenze per consiglio dei medici russi che la invitavano a prendere aria salubre mediterranea, e ne rimane attratto. Il giorno stesso in cui la conobbe, per via di un gesto apparentemente sciocco (egli fu invitato al ballo in sostituzione di un famoso spadaccino), accett e vinse un duello. I due iniziano a frequentarsi con assiduit mantenendo per la loro relazione entro i limiti di una intensa amicizia. Nata non volle mai sbilanciarsi troppo con Giorgio per via di una forte delusione precedente, causa tra l'altro della tubercolosi che l'aveva fatta ammalare, che vide il suicidio dell'amante. La storia viene interrotta dall'annuncio della partenza di Giorgio per Lisbona e dall'arrivo del marito di Nata che la raggiunge per riportarla a casa. Nata scrive a Giorgio una lettera e gli promette che quando sentir la morte vicina verr a morire presso di lui e che nel frattempo vivr nel suo amore. Trascorso un po' di tempo Giorgio si sposa con Erminia e durante la festa per celebrare la nascita del suo primo figlio viene a sapere dal dottor Rendona che Nata sua ospite ai Bagni di Acireale e che i suoi giorni sono ormai contati, aggiungendo che tale sua paziente andr ad assistere ad una rappresentazione straordinaria al Teatro Comunale, nonostante le sue gravi condizioni di salute. Giorgio, senza che la moglie ne sia a conoscenza, riprende a frequentare la contessa malata ma nel frattempo arriva Carlo, un cugino di Erminia, che un tempo era innamorato della donna e ne era ricambiato e i due rimangono nuovamente attratti l'un verso l'altro. Giorgio intanto continua ad assentarsi per andare a trovare la contessa e Carlo rimane molto vicino a Erminia che in lui trova conforto. Ma una notte il bambino di Giorgio ed Erminia rischia di morire e Carlo, mentre Giorgio da Nata, conforta la cugina. Quando Giorgio fa rientro a casa, si rende conto che la situazione del figlio stava diventando grave e decide di non allontanarsi pi n dalla moglie n dal piccolo. Giorgio vivr questo ritorno nel senso di colpa e di rimorso nei confronti della moglie, ai suoi occhi pura e immeritevole del torto di un amore extraconiugale. Erminia prega Carlo di partire e dal dispiacere si ammala. Il medico di famiglia, il medesimo dottor Rendona, consigliava pi volte il ricorso all'aria libera per far riprendere Erminia, suggerendo la tenuta di Giarre. Tuttavia Giorgio, per evitare in ogni modo qualsiasi possibile rimpianto di Nata visto che la strada per Giarre passa da Acireale, trovava mille scuse per evitare il viaggio. Una notte la donna, in preda ai deliri, confessa al marito di aver amato Carlo; Giorgio sentir ancora pi rispetto nei confronti della moglie per aver confessato prima di lui, il quale in lacrime la abbraccia. Al sentire e vedere le lacrime del marito la donna dice di sentirsi meglio. La crisi di Erminia passa e Giorgio, riunito alla sua famiglia e sereno, accetta di affrontare un viaggio a Giarre, per chiudere definitivamente col passato. Tuttavia alla stazione di Acireale il treno tarda a ripartire e l'uomo si sente crescer l'imbarazzo finch non si rende conto che sono fermi per via di una processione funebre che sta occupando un altro treno a loro parallelo, costituito da due sole carrozze: il trasporto funebre di Nata che il marito riporta in patria.