Kirjailija
Giovanni Verga
Kirjat ja teokset yhdessä paikassa: 168 kirjaa, julkaisuja vuosilta 1984–2026, suosituimpiin kuuluu Di là del mare. Vertaile teosten hintoja ja tarkista saatavuus suomalaisista kirjakaupoista.
168 kirjaa
Kirjojen julkaisuvuodet: 1984–2026.
Una peccatrice un romanzo di Giovanni Verga pubblicato nel 1865. Pietro Brusio, un giovane di Catania, studente di legge e con passioni letterarie, si innamora perdutamente di una donna incontrata casualmente durante una passeggiata ai giardini pubblici della citt . La donna si chiama Narcisa Valderi ed la moglie del conte di Prato. Lei, per , non sembra accettare la corte assidua del giovane che, desideroso di riscattarsi, compone in breve tempo un dramma, il Gilberto, che lo rende subito celebre. Grazie alla notoriet ottenuta riesce a conquistare la donna, ora innamorata persa di lui. Ma dopo un periodo assai breve di grande felicit ed esaltazione Narcisa, resasi conto che il giovane inizia a stancarsi del suo ossessivo e sfrenato amore, decide di suicidarsi: si avvelena e muore in una villa di Acicastello dopo aver ascoltato un valzer (Il Bacio di Luigi Arditi) stretta al corpo di Pietro. Quest'ultimo, scioccato dal gesto estremo della donna, trascorrer mediocremente il resto dei suoi giorni al suo paese natale scrivendo qualche verso per gli onomastici dei suoi parenti: Le splendide promesse del suo ingegno, che l'amore di un giorno aveva elevato sino al genio della sua anima fervente, erano cadute con quest'amore istesso. Pietro Brusio meno di una mediocrit , che strascina la vita nel suo paese natale rimando qualche sterile verso per gli onomastici dei suoi parenti, e dissipando il pi allegramente possibile lo scarso suo patrimonio. Misteri del cuore .
Eva Eva un romanzo di Giovanni Verga scritto e pubblicato nel 1873 a Milano dall'editore Treves. Avevo incontrato due volte quella donna - non era pi bella di tutte le altre, n pi elegante, ma non somigliava a nessun'altra. - Nei suoi occhi c'erano sguardi affascinanti, come il corruscare di un'esistenza procellosa che era pieno di attrattive. - Giovanni Verga, Eva Quello che rappresenta la novit del romanzo, apparso a Milano nel 1873, il personaggio femminile che il Verga, come scrive Giovanni Croci, "disegna, mostrandosi gi scrittore avveduto, con una scioltezza di tratto, con una asciuttezza e verit di toni davvero sorprendenti". Durante un veglione in maschera che si tiene a La Pergola di Firenze, un arlecchino, un povero pittore di nome Enrico Lanti arrivato dalla Sicilia per trovar fortuna, scommette con alcuni giovani che riuscir a baciare una bella mascherina. Si reca in seguito sul palco e inizia a raccontare, ad un suo amico scrittore che ha incontrato casualmente, il suo amore per la maschera che vuole baciare. Si tratta di Eva che si guadagna la vita facendo la ballerina di lusso e della quale Enrico si follemente innamorato. Eva lo ricambia pur continuando a condurre la sua vita spregiudicata. Quando per si rende conto che il giovane tormentato dalla gelosia, decide di dividere con lui le privazioni e lasciare la sua vita. Ella si render per presto conto che, perduti gli splendori tra i quali Enrico l'ha conosciuta, ha perso per lui ogni attrazione e quindi, senza drammi ma con molto realismo, dopo avergli scritto una lettera equilibrata e lucida, lo lascia e ritorna alla vita di prima. "Mio caro Enrico, tu non mi ami pi , io non ti amo pi nemmeno - e siamo pari. Te l'avevo predetto Tu mi hai visto attizzare il fuoco, e far la calza; io ti ho visto stendere tranquillamente i colori sulle tue stupide fotografie, senza ispirazione e senza entusiasmo; ecco perch non ci amiamo pi . Le asprezze, i diverbi, le amarezze, sono degli accessori. Domani forse saremmo arrivati a picchiarci Ti lascio, e credo far del bene anche a te. Tu hai bisogno di sognare per buscarti gloria e quattrini; io non ho che la mia giovinezza, e bisogna che ne approfitti se non voglio andare a finire all'ospedale. Tu hai il cuore buono; ti ho parlato con franchezza, e credo perci di non lasciarti in collera. Io ti voglio sempre del bene, e te lo prover , quando potr . Eccoti 500 lire." Enrico, dopo i primi tempi di sofferenza, si riprende e presto riesce ad affermarsi come pittore ottenendo la gloria e l'agiatezza che desiderava. Il giovane viene cos ripreso dal desiderio di riconquistare la donna ma non riesce perch Eva ha un amante. Enrico lo sfida a duello ferendolo e alla fine, nuovamente povero, ammalato di tubercolosi, piena la mente del ricordo della donna e infelice per il proprio fallimento, muore al suo paese nella casa paterna.
Eros Eros un romanzo in cinquanta capitoli di Giovanni Verga pubblicato a Milano nel 1875 dall'editore Brigola. Il marchese Alberto Alberti, che dopo la morte dei genitori era stato affidato allo zio materno, termina ventenne il collegio Cicognini e va ad abitare, per un certo periodo, presso lo zio Bartolomeo Forlani a Belmonte in provincia di Pistoia. Con lo zio abita la figlia, Adele, una fanciulla dal carattere timido e molto dolce ed ospite anche la bella e fatua contessina Velleda Manfredini. Alberto, che fin da quando era bambino era innamorato di Adele, non si accorge delle attenzioni esagerate che gli rivolge la contessina Velleda e, preso coraggio, dichiara il suo amore ad Adele e i due si fidanzano. Ma nel giro di poco tempo Alberto inizia a subire il fascino di Velleda e Adele, che se ne accorta, si ammala e decide di sciogliere il fidanzamento per lasciarlo libero. Intanto Alberto si reca a Firenze e rivede Velleda che nel frattempo si era fidanzata. La convince a lasciare il fidanzato e inizia con lei una relazione. Ma a Firenze Alberto incontra anche la contessa Armandi, donna non pi giovane ma ricca di fascino, e con lei stringe una forte amicizia. Ingelositosi per l'aperto corteggiamento fatto dal principe Metelliani alla sua fidanzata, egli si rende conto di essere troppo diverso da lei e decide di lasciarla. Alberto conosce una ballerina della Scala, di nome Selene, ed inizia con lei una relazione ma inizia anche a frequentare con assiduit l'abitazione della contessa Armandi e presto i due sono presi dalla passione. Il conte Armandi per li scopre e, pur perdonando la moglie, le ordina di partire. Alberto riprende, senza entusiasmo, la relazione con Selene. Dopo molti anni Alberto incontra nuovamente la cugina che non aveva mai smesso di amarlo e, ripreso dal vecchio amore, si dichiara e i due si sposano. Potrebbero essere felici ma Alberto, vedendo la gioiosa ingenuit di Adele, comincia a pensare con rammarico al suo passato tumultuoso e deludente e inizia a diventare cupo. Un giorno incontra Velleda, che ha sposato il principe Metelliani, e accetta di incontrarsi con lei. Adele per lo scopre e tra i due sposi inizia un periodo difficile che Alberto non sa affrontare e che lo spinge a partire per alcuni mesi. Adele, durante l'assenza di Alberto si ammala e viene confortata dall'amore rispettoso di Gemmati, un amico di Alberto. Quando per Alberto ritorna a casa e Adele si accorge che rimasto turbato dal sentimento di Gemmati per lei, allontana con decisione l'amico. Ma Alberto non sa perdonare e risentito annuncia la sua partenza per un lungo viaggio. Adele si ammala e le sue condizioni sono gravi tanto da farne temere la morte. Alberto, avvertito delle gravi condizioni della moglie, ritorna subito a casa ma non pu far altro che assistere alla sua morte. Disperato e resosi conto del vuoto che la morte di Adele aveva lasciato in lui e della vita insensata che aveva trascorso, prende la pistola e si uccide.
Cavalleria Rusticana Cavalleria rusticana una novella appartenente alla prima raccolta di novelle di Giovanni Verga intitolata Vita dei campi, pubblicata da Treves a Milano nel 1880. una storia d'amore e di gelosie, ambientata in un paese siciliano, Vizzini, nel secondo Ottocento. La novella racconta la storia di Turiddu Macca, figlio di Nunzia, un bel giovane di famiglia povera appena tornato al paese natio dopo aver svolto il servizio militare. Turiddu si pavoneggia ogni domenica sfoggiando la divisa da bersagliere, ed in particolare il cappello della sua divisa diviene suo indumento abituale. Turiddu attira a s gli sguardi curiosi e furbi dei monelli del paese e quelli di tutte le ragazze, che se lo mangiano con gli occhi. Il giovane ha per interesse solo per la bella Lola, figlia del massaio Angelo, suo interesse amoroso prima della leva. Turiddu viene a sapere che Lola si fidanzata con compare Alfio, carrettiere di Licodia. Il giovane, dopo una serie di incontri con Lola, cerca di mettere una pietra sopra alla storia d'amore passata. Ma la gelosia riesplode dopo il matrimonio tra Lola e Alfio: Turiddu, ormai non pi per amore ma per semplice ripicca, deciso a possedere la donna. Inizia, cos , a corteggiare Santa, la figlia del massaio Cola e dirimpettaia di Alfio e Lola. I due innamorati ogni sera trascorrono il tempo a chiacchierare e a dirsi parole dolci, "che tutto il vicinato non parlava d'altro". Turiddu raggiunge presto il suo obiettivo: Lola ascolta i due ogni sera, "nascosta dietro il vaso di basilico, e si faceva pallida e rossa". Gelosissima, la stessa donna a concedersi al giovane: i due ricominciano a salutarsi e a frequentarsi, ed alla fine Turiddu diviene l'amante di Lola. Quando Santa se ne accorse "gli batt la finestra sul muso", amareggiata e soprattutto molto arrabbiata. Si avvicina intanto la Pasqua e Lola, che ha sognato dell'uva nera, dice a Turiddu che vuole andare a confessarsi, dal momento che il marito in giro con le mule per le fiere, e s'insospettirebbe se venisse a sapere che non l'ha fatto. Specialmente Lola preoccupata per il sogno dell'uva che, secondo la mentalit locale siciliana, significa guai per il suo innamorato. Quando compare Alfio ritorna con tanti soldi e una bella veste nuova in regalo per la moglie, Santa gli rivela il tradimento di quest'ultima, per vendicarsi di Turiddu. Turiddu, che da quando era tornato il marito di Lola, "non bazzicava pi di giorno per la stradicciuola, e smaltiva l'uggia all'osteria cogli amici", vede entrare compare Alfio che lo invita a trovarsi allo spuntare del sole sullo stradone per parlare "di quell'affare". I due si scambiano il "bacio della sfida". "Turiddu stringe fra i denti l'orecchio del carrettiere, e cos fa la promessa solenne di non mancare". Il giorno dopo Turiddu d l'addio a sua madre, mentre, contemporaneamente, Alfio lascia intendere quello che sta per succedere a Lola. I due si incontrano e, dopo aver percorso un tratto di strada insieme, danno il via al duello a colpi di pugnale, l'uno deciso ad ammazzare l'altro. Pare che Turiddu, sebbene ferito al braccio sinistro, abbia la meglio su Alfio. Ma il mulattiere acceca a tradimento l'avversario e lo finisce con una coltellata alla gola "senza dargli il tempo di proferire nemmeno: - Ah, mamma mia " e con quella coltellata vendica non solo l'onore ma anche l'amore.
I nuovi tartufi una commedia scritta da Giovanni Verga nel 1865. Il manoscritto autografo riporta la data di stesura del 14 dicembre 1865.
I Malavoglia il romanzo pi conosciuto dello scrittore siciliano Giovanni Verga, pubblicato a Milano dall'editore Treves nel 1881. una delle letture pi diffuse e indicate nei programmi di letteratura italiana, all'interno del sistema scolastico italiano. Il romanzo narra la storia di una famiglia di pescatori che vive e lavora ad Aci Trezza, un piccolo paese siciliano nei pressi di Catania. Il romanzo ha un'impostazione corale, e rappresenta personaggi uniti dalla stessa cultura ma divisi dalle loro diverse scelte di vita, soverchiate comunque da un destino inevitabile. Lo scrittore adotta la tecnica dell'impersonalit , riproducendo alcune caratteristiche del dialetto e adattandosi quanto pi possibile al punto di vista dei differenti personaggi, rinunciando cos all'abituale mediazione del narratore. L'opera va inserita nel Ciclo dei vinti, insieme a Mastro-don Gesualdo e a La Duchessa de Leyra, opere che affrontano il tema del progresso, visto dal punto di vista degli "sconfitti" di ogni strato sociale. La Duchessa de Leyra rimase solo abbozzato, mentre altri due romanzi previsti nel Ciclo (L'Onorevole Scipioni e L'uomo di lusso) non vennero neppure iniziati.
Il marito di Elena un romanzo di Giovanni Verga scritto nel 1881 e pubblicato a Milano, subito dopo i Malavoglia, nel 1882 dall'editore Treves. Nel romanzo vengono abbandonati gli elementi veristici e ripresi i precedenti temi di carattere romantico e passionale a sfondo psicologico. Come scrive Luigi Russo 1]"Malamente il romanzo stato interpretato come il dramma di una Bovary verghiana: se il modello del grande artista francese pur presente, l'interesse del Verga per il dramma del "filius familias", che vede crollare un suo sogno di felicit domestica, a causa della vanit e della leggerezza della sua compagna." Cesare Dorello un giovane buono e studioso (originario di Altavilla Silentina), rimasto orfano di padre, che studia legge all'universit di Napoli con l'aiuto finanziario di don Anselmo, lo zio sacerdote. Cesare conosce Elena, figlia di don Liborio un ex cancelliere presso i Borboni, se ne innamora e, conseguita la laurea, inizia a frequentare la casa della giovane. Deciso a sposare Elena, chiede la sua mano ai genitori che per , vista la sua precaria situazione economica, si oppongono al matrimonio. I due giovani decidono quindi di fuggire ma, incontrate subito le prime difficolt , si rifugiano per un po' di tempo presso la casa dello zio canonico e, dopo essersi sposati vanno a vivere nel paese natale di Cesare. Ma Elena, che ha un carattere frivolo e ambizioso, abituata com'era ad una vita mondana e raffinata, male si adatta alla vita modesta e provinciale che ora deve condurre e inizia a diventare irrequieta e depressa. La nascita di una bambina sembra ridarle per un po' di tempo la felicit , ma presto ritorna alle inquietudini di sempre. Cesare intanto riesce ad affermarsi come avvocato e cos , grazie al miglioramento economico, i due sposi possono ritornare a Napoli ed Elena riesce a condurre la vita che desidera fatta di mondanit e lusso. In modo superficiale ella tradisce ripetutamente il marito che continua, malgrado tutto, ad amarla e non vuole perderla. Ma, dopo aver tentato inutilmente di far cambiare atteggiamento alla moglie, Cesare, sentendosi non pi amato, in un momento di furore la uccide con un pugnale.
La Lupa La lupa una novella di Giovanni Verga. Fu inclusa nella raccolta Vita dei campi e pubblicata presso Treves nel 1880. molto interessante la tipologia del personaggio femminile che Verga d a "La Lupa": una tipologia femminile molto diversa dagli altri personaggi femminili in altre novelle del Verga. una donna quasi stregonesca e demoniaca con un'alta voracit sessuale: la protagonista infatti arriva ad adescare un giovanotto, che riesce a convincere a sposare la figlia solo per poterlo avere in casa con s e poterlo sedurre in ogni momento. Il protagonista, esasperato dalle attenzioni della donna e dalla volont di essere fedele alla moglie, arriver a uccidere la donna. Il grande successo spinse Verga a ricavarne un dramma teatrale in un atto, con lo stesso titolo, che fu rappresentato per la prima volta al Teatro Gerbino di Torino il 26 gennaio 1896. Dal dramma verghiano sono stati tratti due film: uno La lupa del 1953 diretto da Alberto Lattuada; un altro del 1996 interpretato da Monica Guerritore, La lupa, per la regia di Gabriele Lavia. Altre opere tratte dalla novella sono: La lupa: (dalla tragedia omonima di G. Verga) / 3 atti di Vincenzo De Simone; per la musica di Santo Santonocito; La lupa: (dalla tragedia omonima di G. Verga) / riduzione in versi di Franco Pastore. La novella di Verga racconta di una donna che veniva chiamata "Lupa" perch non era sazia mai delle relazioni con gli uomini. Descrive molto bene la donna fisicamente occhi neri come il carbone, labbra rosse e carnose, seno vigoroso, alta, pallida e magra. Sua figlia Maricchia era triste per il comportamento della madre e sapeva che nessuno mai l'avrebbe presa in sposa anche se era bella e aveva buona dote. Tutte le donne del paese quando passava si facevano il segno della croce perch avevano paura che potesse portare via da loro i mariti solo con uno sguardo. Un giorno la Lupa si innamor di Nanni, un ragazzo che era tornato da poco dal servizio militare e che lavorava nei campi. La lupa una sera gli confess il suo amore ma lui la respinse dicendole che voleva in sposa sua figlia Maricchia. La Lupa se ne and via con le mani nei capelli e non torn da lui per due mesi. Ad ottobre la Lupa si present con la figlia da Nanni e li fece sposare. Offr loro la sua casa a patto che le lasciassero un angolino per dormire. La Lupa aveva vicino a s Nanni e lo importunava sempre. Egli le chiese pi volte di non presentarsi al fienile, ma Nanni cedette ed ebbe una relazione con la Lupa. Maricchia lo venne a sapere e litig con la madre dandole della ladra e le disse che se avesse continuato ad importunarlo sarebbe andata dal brigadiere, e cos fece, e il brigadiere disse alla Lupa di lasciare la casa ma lei rifiut perch la casa era la sua. Un giorno Nanni ricevette una pedata da un asino nel petto e rischi la vita. Il sacerdote si rifiut di confessarlo finch la Lupa fosse rimasta l ; solo quando la donna usc di casa il sacerdote entr per impartirgli i sacramenti. Se ne and ma tutto torn come prima e la Lupa continuava a perseguitarlo fino a che Nanni non minacci di ucciderla. Un giorno, mentre Nanni zappava la vigna, vide la Lupa arrivare e, stanco della tentazione, prese la scure e si avvicin ad essa.
D. H. Lawrence writes "Giovanni Verga, the Sicilian novelist and playwright, is surely the greatest writer of Italian fiction, after Manzoni". Originally published under the title "Novelle Rusticane ", this delightful collection of stories from the Sicily of the 1800's is translated and introduced by Lawrence.